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Ridotti gli aiuti comunitari per Parmigiano Reggiano e Grana Padano
“A rischio la qualità di questi prodotti”, avverte il presidente del Gruppo Unigrana-Parmareggio Ettore Ghidoni

Modena, 6 maggio 2005 – Il Comitato di gestione latte di Bruxelles, riunitosi lo scorso 28 aprile, ha decretato la riduzione degli aiuti all’ammasso privato di Grana Padano e Parmigiano Reggiano (oltre che di Provolone, mentre ha riconfermato per la campagna 2005/06 la concessione dell’aiuto, seppur con riduzioni, al Pecorino Romano).

E’ un intervento che penalizza pesantemente il comparto, anche perché si aggiunge all’altro di luglio 2004 sugli aiuti e a quello che riguarda il criterio di ammasso, che ha spostato di un mese l’avvio della stagionatura con sostegno pubblico. La normativa sul conferimento prevede che il Grana Padano abbia maturato 9 mesi e il Parmigiano Reggiano 15 mesi, escludendo dal computo il mese di produzione.

Negli ultimi tre anni il contributo comunitario si è ridotto del 59 per cento per il Parmigiano Reggiano (che passa da 391,2 a 160,5 Euro/ton) e del 61,5 per cento il Grana Padano (da 253,2 a 97,5 Euro/ton).

Il rischio è che l’orientamento comunitario all’abbandono degli aiuti prosegua anche nei prossimi anni, nonostante le proteste dei produttori e delle associazioni di categoria.

“E’ evidente la grave contraddizioni di queste scelte, ingiustificate quanto penalizzanti”, sottolinea Ettore Ghidoni, presidente del Gruppo Unigrana-Parmareggio. “Da un lato si opera per la tutela dei due formaggi Dop; dall’altro si riducono gli interventi, con l’effetto di penalizzare la qualità del prodotto. Se pensiamo che per il Parmigiano Reggiano la maturazione si protrae dai 18 ai 24 mesi, indispensabili per lo sviluppo delle reazioni enzimatiche che ne determinano il tipico carattere, è evidente il danno, non solo di natura economica, per i produttori. Considerata la necessità di stagionare per parecchi mesi i formaggi, Unigrana si trova a dover sostenere ulteriori, elevati costi finanziari, legati al calo peso e al magazzinaggio”.

“Lo sforzo attualmente in atto per evitare l’omologazione di Grana Padano e Parmigiano Reggiano ad altri simil-grana va dunque perseguito con maggior convinzione, perché è l’unico modo per trasferire valore al consumatore e recuperare parte dei consumi”, sottolinea Ghidoni. “Ma non possono essere gli operatori, da soli, a sostenere la notevole riduzione dei proventi. Auspichiamo quindi un sostegno in merito da parte delle Istituzioni nazionali e locali”.

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